Stefano Malatesta (quello che canta, suona, crea, non l’omonimo scrittore)

Uno scontro fortuito che si è trasformato in un incontro fortunato: a questo buffo gioco del destino devo la chiacchierata con Stefano Malatesta. Il cantautore romano e grande chitarrista blues mi è infatti venuto addosso con la macchina, chissà se distratto da un qualche nuovo accordo musicale o da un fresco progetto creativo.

Arrangiatore, cantante, chitarrista, produttore: così si autodefinisce su MySpace ma ogni catalogazione sembra per lui riduttiva. Ecco, non mi pare proprio una persona che sia possibile “ridurre”, registrandola e archiviandola in qualsivoglia schema. Impiegato in una multinazionale per circa dieci anni, ha lasciato un lavoro sicuro per concentrasi sulla musica e potersi dedicare ad attività collaterali. La produzione artigianale di lampade ispirate al mondo del fumetto a stelle e strisce è una di queste.

Come cantautore, Stefano sta adesso ultimando la lavorazione di un disco che dovrebbe uscire nei prossimi mesi. Si tratta di una raccolta di quanto ha realizzato negli ultimi anni ed è possibile ascoltare già qualcosa su My Space.

Stefano si è avvicinato alla musica ad undici anni, con il coro delle voci bianche della Cappella Sistina. Poi, l’incontro con il Blues, la sua grande passione, tanto che nel 1991 ha fondato il gruppo dei Belzeblues, dove era chitarra e voce con Roberto Moschetti alla chitarra, Massimiliano Riso alla batteria e Cesare Spaccesi al basso. Con questa formazione di Rock Blues ha partecipato a diversi festival in Italia, esibendosi nei principali locali e nei teatri. L’amore per la musica l’ha spinto nel 2004 fino a Chicago, che del Blues è un po’ la culla, e lì ha goduto del piacere di suonare nei principali locali della città.
Al rientro in Italia ha continuato a esibirsi con il suo trio, con cui aveva vinto il premio della critica nella prima edizione del Vicenza Blues Festival, e, fra una collaborazione e l’altra, ha formato con la cantante Lily Latuheru il gruppo R&B-NUSOULDua” e inciso un disco “Nice“, il cui singolo “Tonight” è stato inserito su un paio di compilation internazionali (“Lounge Supreme Vol. 5” by Marco Fullone e “Mini International”).

Ma Stefano Malatesta è un personaggio eclettico, si diceva, e vanta anche esperienze come direttore artistico. Insieme con Fabio Ramacci, Lucio Villani, Alessandra Cappella e Anna Zippel ha realizzato il primo Roma Blues Festival. Da lì, gli sono poi arrivate delle proposte da parte di imprenditori per occuparsi dei loro locali: “avere la possibilità di dare uno spazio ad artisti che hanno bisogno di esprimersi è una grossa opportunità” racconta lui che, dopo aver curato la stagione 2007 del Dune si è occupato lo scorso marzo di un festival musicale tutto al femminile, il Women In Soul Festival 2010 al Teatro Traiano di Fiumicino, una tre giorni di musica, cinema ed arti figurative cui hanno partecipato bravissime artiste, italiane e internazionali.

Grande amico di Charlie Gnocchi, con lo pseudonimo di ‘Er Caciotta’ Stefano collabora con lui con la rivista Super Wheels per la quale testano ogni mese moto e scooter: “sicuramente la parte più divertente del lavoro con Charlie è il back stage” sorride divertito lui,  che, scegliendo di vivere seguendo le proprie passioni, riesce bene in tutto quello che fa. Avessi il fegato di correre il rischio, lo prenderei quasi a modello!

1 commento

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Una risposta a Stefano Malatesta (quello che canta, suona, crea, non l’omonimo scrittore)

  1. Ieri sera me lo sono ritrovato in tv, su Real Time, a Cortesie per gli ospiti: ha perso la sfida culinaria, ma si è fatto notare parecchio (la giurata mi è parsa affascinata).

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